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QUIET LUXURY? LESS IS MORE

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Il quiet luxury definisce un fenomeno approdato da tempo nelle più grandi maison di moda, snodandosi tra sfilate e negozi nelle principali città del mondo. Come lo si riconosce? Abbraccia il minimalismo e punta sulla qualità e sull’artigianalità.

Questa concezione di lusso si comporta in modo “discreto”, scommette sull’uso di materiali di pregio e sulla capacità di durare nel tempo. Colori vivaci e vibranti lasciano spazio a tonalità più neutre, dimenticando loghi e monogram. In una parola? Essenzialità.

Photo: Hermes FW20

A rappresentare il fenomeno nel Belpaese l’esempio più lampante è Bottega Veneta, che anche sotto la direzione del nuovo direttore creativo Matthieu Blazy, continua a trasmettere un’identità precisa ma senza l’uso di loghi visibili o monogram. La sua “personalità” non viene sbandierata, non rasenta l’eccesso, ma si svela con dettagli concettuali, come la pelle intrecciata. Il tutto nonostante la maison non sia sui social media da più di un anno, facendosi riconoscere con un approccio completamente “minimal”.

Photo: Bottega Veneta FW22

E ancora Brunello Cucinelli con i suoi capi in cachemire e colori delicati, e Max Mara che propone ogni anno i suoi rinomati cappotti. Dall’altro capo dell’oceano ad emergere per i suoi modelli senza pattern ma di un’eleganza definita è The Row, il brand delle sorelle Mary-Kate e Ashley Olsen, che piace a sempre più celebrità, a partire da Kendall Jenner. Le linee sono raffinate senza eccedere nell’appariscente, ma anzi incarnando uno stile moderno che mostra silhouette pulite e con un’estetica essenziale.

Photo: The Row Resort 2023

Bisogna sottolineare, però, che il minimalismo non è una novità, già dai tempi di Chanel (con i suoi rinomati tweed) a Martin Margiela negli anni ’90, sono stati numerosi i designer che hanno approcciato il concetto “less is more”, spogliando “inutili” abbellimenti per confluire in una funzionalità artigianale, dove l’attenzione ricade sul prodotto in sè. Ora il fenomeno sta diventando più significativo e divaga in un numero sempre maggiore di case di moda, prendendo il nome di “quiet luxury”.

Photo: Hermès by Martin Margiela FW 2002

Insomma il quiet luxury sembra farsi sempre più largo nel fashion system. In un mondo ricco di stimoli e decisioni da prendere, in cui anche la moda arriva a sentirsi “overwhelmed”, a volte, less is more.

Secondo voi il fenomeno continuerà ad avanzare? Che ne pensate?

di Giorgia Dallasio
20 dicembre 2022

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