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SPECIAL GUEST OF THE WEEK: @MIRLEGG CI RACCONTA COME ESSERE SEMPRE UNICHE GRAZIE AL CUSTOMIZING!

CIAO RAGAZZE!

Mi presento, mi chiamo Miriam, ho 21 anni e frequento il secondo anno del corso di studio di design.

Non è stato difficile per me scegliere quella che è la mia scuola, quella che credo sarà la mia strada. Mi sono resa conto di quante cose io faccia con le mie mani tutti i giorni. E’ il mezzo perfetto con il quale ciò che visualizzi nella mente diventa realtà sotto i tuoi stessi occhi.
Uno di questi riguarda il customizing che a mio parere è un ottimo mezzo con il quale utilizzare la propria creatività.

Un aneddoto: mia madre, straniera, ha vissuto al tempo del comunismo. Mi racconta spesso che i negozi avevano sempre gli stessi vestiti da proporre. Ha sempre voluto distinguersi quanto più possibile dai suoi coetanei, purtroppo in una realtà che non ti permette di essere totalmente te stesso. Mia madre comprava quindi questi vestiti e una volta che tornava a casa li ricamava uno ad uno a proprio piacimento. Il suo primo lavoro fu una ragnatela con un ragno ricamata su un maglione bianco.
Si ricorda ancora la sua prima creazione. Questo perché era ed è consapevole del fatto che il suo capo era diventato unico ed irripetibile. Che aveva incanalato la sua essenza e personalità in quel maglione che tutti i suoi compaesani avevano.


Non ho dubbi sul fatto che abbia preso la voglia di essere diversa da mia madre, tuttavia credo di aver maturato questo desiderio e averlo tramutato in un unico obbiettivo: mostrare chi sono. E non c’è niente di meglio che farlo attraverso il vestiario. Si sa, il modo di vestirsi dice molto della propria personalità.

In realtà non ho mai creato niente di particolare, ma tutto ciò che ho fatto aveva l’obiettivo di dare vita a dei capi che erano ormai morti (nel vero senso del termine, non ricordavo neanche più di averli nell’armadio).
Un recentissimo customizing che ho fatto è su questi pantaloni che vedrete qui di seguito già trasformati. C’è sempre stato qualcosa che me li ha fatti odiare, perciò conscia del fatto che a prescindere non li avrei più messi, mi sono sentita libera di trasformarli senza troppe preoccupazioni.
Ho adottato la tecnica del tie-dye, ma senza tie. Mi spiego meglio. Il tie-dye consiste nel legare un capo attraverso dei lacci. Il capo verrà poi intinto nella candeggina creando poi dei pattern che dipenderanno dai lacci stessi. Per come sono fatta io ho creduto fosse meglio lasciar perdere i lacci e trasferire su quei pantaloni la libertà, impulsività ed emotività che tanto mi caratterizzano. Ho praticato un foro sul tappo di una bottiglia contenente della candeggina e l’ho semplicemente spruzzata sui miei jeans. Una volta aver aspettato, i miei nuovi pantaloni erano pronti e giuro che sono diventati i miei jeans preferiti.


E ho fatto bingo, perché oltre ad aver lasciato una mia impronta interiore su questo paio di pantaloni, ho dato una seconda opportunità a qualcosa che sarebbe rimasto nell’armadio a prendere polvere.

Ringazio PFR per questa ulteriore possibilità di esprimere me stessa raccontando di qualcosa che mi sta a cuore!

A presto ragazze!

 

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