fbpx

Fashion Advisor #1 Quali sono le doti per far carriera nel mondo del fashion?

Ciao ragazze!

Con oggi iniziamo la nuova rubrica Fashion Advisor, per raccontarvi il settore della moda dall’interno, com’è strutturato, quali sono le varie macro aree e quindi i vari ruoli professionali, in modo che possiate scegliere consapevolmente quello che volete fare nella fashion industry.

Questa rubrica sarà tenuta dal nostro professionista Stefano Sacchi, consulente di marketing e merchandising, nonché insegnante, scrittore di moda, ex amministratore delegato del marchio Giuliano Fujiwara e inoltre membro di Camera Moda Italia.

Cominciamo!

Il settore moda è nell’immaginario collettivo un ambito apparentemente perfetto e glamour, ma in realtà non è tutto oro ciò che luccica… Dietro ad abiti sfarzosi spesso si nascondono sacrifici, duro lavoro, impegno, perseveranza e soprattutto tante figure professionali. Molte di più di quanto possiate immaginare. Osservando le sfilate che si svolgono durante le fashion week ammiriamo modelle e modelli provenienti da tutto il mondo e scopriamo le collezioni delle case di moda che esprimono le nuove tendenze, ma anche memoria e recupero di stili passati….tutto questo è costruito grazie a studi di mercato, abili capacità di pianificazione e attitudini quantitative oltre che qualitative e creative.

Quali sono le doti per fare carriera nel mondo del fashion? Passione per lo stile, cura dei dettagli, voglia di sperimentare e capacità di mettersi costantemente alla prova. La moda è ciclica ed effimera e le aziende cercano talenti in grado di stare al passo con le ultime tendenze o addirittura di anticiparle. L’Italia è rinomata in tutto il mondo per il settore della moda ed esiste un organismo ufficiale, la Camera Nazionale della Moda Italiana. 

Prima di parlare dei diversi ruoli, lavori, professionalità occorre chiarire la nascita della moda italiana che tutti pensano essere un elemento costitutivo dell’identità del nostro Paese, mentre è assolutamente molto recente e data febbraio 1951.

Infatti fino a quel momento la moda era un fenomeno francese e inglese, tranne alcuni pochi italiani già famosi all’estero (Schiaparelli e Ferragamo) nessun sarto o stilista italiano si era ancora affermato.

Elsa Schiaparelli era la sarta italiana che innervosiva Coco Chanel in quanto aveva le migliori relazioni con la cultura internazionale (ad esempio: Salvador Dalì, Man Ray, Marcel Duchamp, Jean Cocteau, Pablo Picasso, Meret Oppenheim e Alberto Giacometti) ed era insieme a Chanel la figura più influente nella moda tra le due guerre, mentre Ferragamo aveva già incantato il mondo di Hollywood con le sue calzature.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Solo nel secondo dopoguerra dopo la caduta del fascismo che creava situazioni politiche avverse alla diffusione della moda italiana essa è riuscita mostrarsi agli americani. 
Il febbraio del 1951 (esattamente il 12/2/1951) è la data di nascita della nostra moda.

Giovan Battista Giorgini un conte fiorentino organizza nella sua residenza privata una sfilata a cui invita giornalisti e compratori americani. Sarà un enorme successo che si replicherà nel luglio dello stesso anno al Grand Hotel di Firenze e poi per due volte ogni anno nella famosa Sala Bianca di Palazzo Pitti.

La cosiddetta “moda boutique”, adatta al pubblico americano che desidera qualità al giusto prezzo ( in Italia la mano d’opera ha un costo inferiore rispetto ad altri Paesi), cioè un lusso artigianale e accessibile nasce e si diffonde in America, dove i clienti impazziscono per il nostro Paese.

Nasce così la moda Italiana con stilisti, quasi tutti nobili o altolocati che intendono diffondere buon gusto e stile distintivo: Carosa (Principessa Caracciolo), Mirsa (Marchesa Olga di Grésy), Pucci (Marchese Emilio Pucci), La tessitrice dell’ Isola (Baronessa Gallotti), Atelier Simonetta ( Principessa Simonetta Colonna Visconti), Emilio Schubert, Sorelle Fontana, Roberto Capucci, ecc.

L’italia non può competere con l’alta moda francese e neppure con quella inglese per cui si specializza in un filone che fino a quel momento manca e che sarà il suo punto forte in quanto particolarmente amato dai compratori americani, veri protagonisti del business….Anche negli anni ’80 l’America avrà un ruolo essenziale per la nascita della generazione degli stilisti italiani (Armani, Valentino, Versace, Ferré, Krizia, Fendi…) basti pensare alla proclamazione di Armani che vinse nel 1979 il Neiman Marcus Award (l’Oscar americano della moda) dopo Schaiaparelli ( 1940) Ferragamo (1947), Mirsa (1953), Pucci (1954), Roberta di Camerino (1956), Fornasetti (1959), Mila Schon (1966), Valentino (1967) e Missoni (1973).

Dopo di lui lo vincerà solo Miuccia Prada. Dopo  il Neiman Marcus award Hollywood, l’intera America si inchina a “Re Giorgio” che veste Dian Keaton per la serata in cui si aggiudica il suo Oscar e Richard Gere per il film American gigolo che riscuote un successo mondiale.

La struttura del nostro Paese, la sua creatività ma anche il boom degli anni ’60 hanno favorito la nascita della moda italiana e il suo progresso, con esso la gamma di lavori e di figure professionali in continua evoluzione, di cui ci occuperemo nelle prossime settimane. 

di Stefano Sacchi
27 Marzo 2022

Read more




test