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RUBRICA VINTAGE: MAMMA ME LO PRESTI? LA MINIGONNA

Ciao Ragazze,
bentornate al nostro appuntamento con il Vintage!

Oggi parleremo di un capo che ha segnato, non solo la storia della moda, ma proprio il ruolo della donna nel mondo!

Indizi: d’estate non possiamo farne a meno, sicuramente tutte noi ne possediamo una ed è supersexy!

Avete indovinato?
Sto parlando della minigonna!!

Era il 1963 (gli anni della cultura pop, dei Beatles e della ribellione, per intenderci) quando la stilista londinese Mary Quant, conosciuta per il suo carattere esuberante, espose nella vetrina dello storico “Bazaar” di Londra, la prima versione della minigonna. 
Le prime minigonne risultavano colorate e geometricamente squadrate, poi con il tempo divennero più trasgressive e sempre più corte. Il merito del sarto fu quello di soffermarsi a riflettere sulle esigenze della donna lavoratrice, la quale richiedeva comfort, semplicità e libertà di movimento. 
Infatti, queste nuove gonne, caratterizzate da un aspetto futuristico, rispecchiavano perfettamente la vocazione nel cercare un modo di vivere e di vestire più facile. Il motto era: minimizzare per arrivare al massimo della seduttività e comodità.

Forza, coraggio, ironia, sensualità, irriverenza e spregiudicata ribellione: i dieci centimetri sopra il ginocchio che hanno sfidato il mondo intero, proclamando la minigonna un’ immortale icona della moda! Finalmente si vedeva la fine di un’epoca segnata dal conservazionismo e dalla pudicizia!
Il volto del brand della minigonna fu Twiggy, giovanissima modella che divenne anche lei icona di questa ribellione.

In seguito, nel 1965 la bellissima Jean Shrimpton sconvolse l’Australia presentandosi all’evento della Melbourne Cup Carnival con un mini abito… sopra il ginocchio!
La minigonna-mania ha coinvolto anche l’It Girl Jackie Kennedy che ha indossato un abito corto persino per il suo matrimonio con Onassis!

L’influenza e il successo della minigonna è rimasto immutato fin dalla sua creazione, tanto che negli anni ’90 stilisti come Dolce&Gabbana o Prada costruirono intere collezioni su questo capo, rivendicandone l’importanza.

Ma, come ogni rivoluzione degna di chiamarsi tale, non sono mancate le critiche e i disprezzi verso il cambiamento. Per i critici, infatti, la mini risultò il simbolo dell’omologazione della donna-oggetto più che un traguardo segnato dall’emancipazione. Pensate che persino la stessa Coco Chanel descrisse la minigonna come “semplicemente orribile“! A Parigi, il governo scrisse persino una legge sul buoncostume contro la mini!

La minigonna è diventato un capo cult, uno dei simboli della moda e per questo un’ icona di stile e di gusto. Numerose sono le sue interpretazioni.

Un must have che ogni donna deve avere nel suo guardaroba! 

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